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Gravidanza e stress

  • By PAOLO BIANCHINI
  • 04 Oct, 2017

Come incide lo stress sullo sviluppo fetale

L'asse dello stress si sviluppa precocemente nel feto umano: già a 14-16 settimane è possibile reperire tracce di CRH, ossitocina e connessioni ipotalamo-ipofisarie. I progressivi aumenti della quota ormonale rappresentano una condizione indispenssabile per la maturazione degli organi fetali e per il parto fisiologico. Nel feto a termine solo 1/4 del cortisolo prodotto è di origine materna. L'ormone materno condiziona il feto soprattutto nel primo trimestre di gravidanza. Inoltre, il cortisolo placentare è addirittura esagerato per le reali esigenze fetali, per cui il feto si protegge tramite un enzima placentare che trasforma il cortisolo materno in cortisone, meno attivo. Infatti, il cortisolo esercita un ruolo pro-apoptotico e di inibizione della crescita, molto sfavorevole allo sviluppo fetale. Lo stress, che induce un'eccessiva produzione di cortisolo, danneggia quindi la crescita fetale.

La gravidanza dovrebbe quindi tornare ad essere un momento di grande sacralità, allontanando non solo lo stress, ma anche cercando di ridurre al minimo possibile i sempre più numerosi interventi di medicalizzazione di questo momento unico nella vita della triade mamma-nascituro-papà. E' il primo momento di dedizione e di educazione, seppur indiretta, del bambino. Egli è in ascolto, percepisce anche se non vede. Occorre pertanto coltivare la serenità e l'Amore, difendendo l'intimità della gravidanza, assicurando al proprio cucciolo cure, attenzione, contatto, dialogo, almeno fino al settimo anno, in cui si compie la prima fase dello sviluppo.

Preservare le gestanti e i bambini dallo stress è il primo anello della catena della prevenzione efficace.
By PAOLO BIANCHINI 08 Jan, 2018
L'interesse allo studio della relazione tra alimentazione e prestazioni fisiche (sia in senso sportivo che lavorativo) affonda le radici nell'antichità e rimane sempre di grande attualità. La ricerca su questo argomento è molto intensa, anche per il suo impatto economico. Contemporaneamente, si assiste a comportamenti, da parte di atleti e allenatori, non razionali né scientifici, che finiscono col danneggiare gli atleti e/o col non ottenere i risultati sperati. Infatti, da alcuni l'uso di certi nutrienti o alimenti è inteso come un sistema per indurre una maggior formazione di tessuto muscolare, da altri viene visto come un metodo per aumentare la resa agonistica e da troppo pochi per ciò che è: un modo per  nutrire il tessuto muscolare che deve far fronte  situazioni molto diverse in base all'intensità e alla durata dello sforzo, secondo le caratteristiche della singola disciplina sportiva.

Se è vero che senza gli adeguati rifornimenti di nutrienti la prestazione sarà senza dubbi inferiore alle possibilità dell'atleta, è altrettanto vero che i nutrienti in eccesso non contribuiscono a produrre prestazioni migliori di quelle ottenibili con le quantità corrette. Certi tipi di diete proposte per gli sportivi possono, infatti, causare seri danni al sistema omeostatico dell'organismo e condurre a prestazioni inferiori, così come farebbe un deficit nutrizionale.

Substrati energetici consumati durante l'attività fisica

Il consumo di energia (ATP) è fondamentale perché il muscolo sviluppi il suo lavoro meccanico. I substrati energetici consumati durante l'attività muscolare dipendono da due variabili fondamentali: la durata e l'intensità dello sforzo.  Esistono due modi per rigenerare l'ATP necessario al metabolismo muscolare: il metabolismo aerobico e quello anaerobico. Infatti, il massimo sforzo che, teoricamente, può essere sostenuto dal muscolo è in relazione alla velocità di produzione dell'ATP. 

Anaerobiosi

L'ATP si può rigenerare dalla fosfocreatina in maniera anaerobia (cioè senza ossigeno). Il muscolo si carica di fosfocreatina durante il riposo e può consumare questa riserva energetica sviluppando, per alcuni secondi, una notevole potenza. Terminate le scorte di fosfocreatina, la rigenerazione di ATP deve avveire consumando substrati energetici (carboidrati, lipidi e proteine). I carboidrati, contrariamente ai grassi, possono essere utilizzati sia in aerobiosi (cioè in presenza di ossigeno) sia in anaerobiosi. Il processo anaerobio è meno efficiente ma è molto più rapido, necessita di una minor quantità di energia e si mantiene indipendente dall'apporto di ossigeno, che rappresenta un fattore limitante.

Aerobiosi

Il muscolo contiene quantità relativamente alte di glicogeno (riserva di glucosio). Questa molecola può essere scissa sia anaerobicamente sia aerobicamente, dando luogo ad una minor potenza. L'ATP si può formare anche dall'ossidazione dei grassi con una velocità massima simile a quella degli zuccheri. Quale che sia la fonte energetica, il metabolismo aerobico sviluppa una minor potenza, ma è disponibile per sforzi di durata molto più lunga.

In generale, si può affermare che a bassi livelli di attività prevale il consumo di lipidi (grassi), mentre a livelli di attività più elevati si ha la scissione anaerobica del glicogeno e a livelli ancora maggiori il consumo di fosfocreatina. Per uno sforzo moderato, il consumo di substrati energetici varia nel tempo: mentre ai tempi brevi prevale la demolizione del glicogeno, questa diminuisce proporzionalmente ai tempi più lunghi in cui prevale il catabolismo degli acidi grassi. D'altronde, il consumo di glicogeno non è linearmente proporzionale al carico di lavoro.

I carboidrati come fonte energetica d'eccellenza per lo sportivo

Negli sforzi di lunga durata (sia sportivi che lavorativi), il metabolismo anaerobico è praticamente assente, quindi l'energia si ricava dal metabolismo aerobico di zuccheri e grassi. Questi substrati non possono essere impiegati indiscriminatamente, perché il glucosio è necessario per il consumo dei grassi. La possibilità di utilizzare i lipidi, infatti, dura fino a quando vi siano sufficienti quantità di glucosio disponibili per mantenere un'adeguata attività del ciclo di Krebs. Inoltre, il glicogeno epatico è poco disponibile durante lo sforzo fisico, a causa dell'atteggiamento ormonale.
Le limitate scorte esistenti dei carboidrati non ci sono invece per i lipidi, contenuti in abbondanza nel tessuto adiposo. Il muscolo consuma molto bene i corpi chetonici, come nel digiuno, ma durante la competizione sportiva essi sono poco disponibili, derivando così i grassi dalla lipolisi del tessuto adiposo. 
Poiché i lipidi non possono sostenere uno sforzo muscolare consistente senza un'adeguato metabolismo glicidico, l'attenzione torna al rifornimento di glucosio per il muscolo. Tali fonti sono 3:
1. Il glicogeno muscolare;
2. Il glicogeno epatico;
3. Gli aminoacidi glicogenetici.

Seguire delle diete ricche di carboidrati prima della gara è fondamentale per le riserve dei punti 1 e 2. L'aumento della gluconeogenesi (metabolismo che produce glucosio dagli aminoacidi) aumenta in maniera piuttosto tardiva. Può tuttavia avvenire a livelli sostenuti se l'attività è preceduta da una dieta povera di carboidrati. L'utilizzazione degli aminoacidi a scopo energetico non è la via preferibile, perché il loro metabolismo è più impegnativo dovendosi eliminare l'azoto amminico. 
E' quindi opportuno che gli atleti possano contare su adeguate scorte di glicogeno per ridurre al minimo il consumo di proteine: ciò si può realizzare con un'adeguata assunzione di carboidrati il giorno prima della gara. La presenza di carboidrati nell'alimentazione dello sportivo è fondamentale. In loro assenza si ha chetosi e consumo di proteine muscolari. 

L'alimentazione vegana si presta particolarmente bene a questo scopo, per la presenza di carboidrati a lento rilascio di glucosio (basso indice glicemico) e ricchezza di vitamine, minerali e sostanze antiossidanti che agiscono come cofattori metabolici e come inibitori dei radicali liberi che danneggiano maggiormente le strutture cellulari degli atleti, perché prodotti in maniera più massiccia da parte dell'apparato energetico cellulare.

 



By PAOLO BIANCHINI 05 Jan, 2018
La Salute è il risultato dell'equilibrio delle funzioni dei diversi organi che, tutti insieme, cooperano in armonia. Questa meravigliosa armonia è resa possibile da una rete di molecole segnale che realizzano una continua comunicazione tra le diverse cellule, organi e sistemi del corpo. 

Questa comunicazione è attiva sia in condizioni fisiologiche che patologiche. Le molecole che ne sono protagoniste (denominate citochine) si rivelano dotate di straordinaria efficacia in terapia, consentendo all'organismo il ritorno alle condizioni fisiologiche originarie. Il loro utilizzo, però, non può essere a dosi massicce, diremmo farmacologiche, ma a concentrazioni fisiologiche, operando così al di sotto delle concentrazioni a cui si verificano gli effetti avversi, ma raggiungendo ugualmente risultati terapeutici apprezzabili.

Il vero bersaglio della terapia diventa quindi l'eziologia della patologia e non solo la mera sintomatologia. Questo obiettivo si raggiunge attraverso:

1. Il recupero e/o il mantenimento delle originarie condizioni fisiologiche;
2. La visione unitaria e globale del corpo umano;
3. La somministrazione a concentrazioni fisiologiche di molecole biologiche in grado di controllare e guidare le funzioni cellulari, così da ripristinare l'omeostasi del corpo.

Gli ambiti di applicazione sono i più diversi: Allergologia, Cardiologia, Dermatologia, Gastroenterologia, Ginecologia, Oftalmologia, Oncologia, Reumatologia, Veterinaria, con numerosi studi pubblicati su autorevoli riviste scientifiche internazionali.

L'inquadramento olistico, l'inquadramento dell'Uomo nella sua globalità e la possibilità di utilizzare a scopo terapeutico gli strumenti che la nostra Biologia ci mette a disposizione sono i motivi per  cui la Low Dose Medicine contribuirà a migliorare lo stato di Salute di molte persone, svincolandole dalla dipendenza dei numerosi farmaci che oggi condizionano la nostra qualità del vivere.

By PAOLO BIANCHINI 07 Dec, 2017
Sempre più frequentemente vengono scoperti batteri super-resistenti agli antibiotici, in grado cioè di resistere a tutti i farmaci ad oggi noti, compresi quelli più recenti. Ciò pone un serio problema ai medici prescrittori di antibiotici che si trovano con le lance spezzate. Non solo. Deve far riflettere anche i biologi che ne studiano la genetica e la possibilità di utilizzarli come vettori genetici per le più svariate applicazioni, che vanno dalla ricerca di base ad una possibile terapia genetica.

Questi microrganismi multi-resistenti non intaccano invece la potenza e la disponibilità delle terapie naturali, che hanno grande versatilità di impiego e di modalità d'azione. Tra i rimedi più potenti vi sono gli oli essenziali. Gli oli essenziali (OE) rappresentano la parte odorosa, volatile, estratta dalle differenti parti di un vegetale: foglie, fiori, corteccia, legno, scorza, semi, bacche, frutti, bulbi... Sono veramente i più efficaci antibiotici naturali, che agiscono anche contro i microrganismi considerati tra i più pericolosi, come difterite, tifo, streptococchi, che muoiono grazie alla loro azione. Gli studi evidenziano l'ampio spettro di azione degli OE, il che significa che agiscono contro una molteplicità di microrganismi, laddove gli antibiotici non riescono. Ciò dipende dal fatto che gli OE non contengono un solo principio attivo, ma oltre 200 sostanze attive, diverse in ogni OE. E' tutto questo insieme di molecole che conferisce all'OE le sue peculiari caratteristiche ed attività. I costituenti cosiddetti "minori" non sono affatto tali, perchè consentono al nostro organismo di tollerarli al meglio.

10 buoni motivi per utilizzare gli OE "antibiotici"

  1. Gli OE non provocano resistenza agli antibiotici.
  2. Gli OE hanno anche azioni antivirale e antimicotica.
  3. Gli OE agiscono non solo come antibiotici, ma anche come modificatori dell'ambiente naturale dei microrganismi, rendendo la loro vita impossibile.
  4. Gli OE sono efficaci a concentrazioni plasmatiche 50 volte inferiori a quelle degli antibiotici.
  5. Gli OE bloccano la proliferazione dei microrganismi nocivi e stimolano contemporaneamente la risposta immunitaria dell'organismo.
  6. L'aromaterapia può essere utilizzata efficacemente al posto dell'antibioticoterapia.
  7. L'aromaterapia può essere utilizzata in aggiunta all'antibioticoterapia.
  8. L'aromaterapia è precisa come l'antibiotico-terapia.
  9. Gli OE, al contrario degli antibiotici di sintesi, hanno un ampio spettro di azione.
  10. Gli OE vaporizzati o diffusi disinfettano un locale in meno di 10 minuti.
Consiglio sempre di rivolgersi ad uno Specialista nell'uso delle terapie naturali, evitando il fai-da-te, perchè non è mai semplice scegliere la giusta terapia. Con gli OE questo consiglio diventa una regola a cui non delegare mai, perchè gli OE possono essere anche pericolosi se abusati o scelti male, soprattutto in particolari condizioni come la gravidanza, l'allattamento e lo svezzamento, nonchè nei bambini. La Natura ci dà tutti i rimedi, ma occorre la giusta Conoscenza per maneggiarli sapientemente.

By PAOLO BIANCHINI 04 Oct, 2017
L'asse dello stress si sviluppa precocemente nel feto umano: già a 14-16 settimane è possibile reperire tracce di CRH, ossitocina e connessioni ipotalamo-ipofisarie. I progressivi aumenti della quota ormonale rappresentano una condizione indispenssabile per la maturazione degli organi fetali e per il parto fisiologico. Nel feto a termine solo 1/4 del cortisolo prodotto è di origine materna. L'ormone materno condiziona il feto soprattutto nel primo trimestre di gravidanza. Inoltre, il cortisolo placentare è addirittura esagerato per le reali esigenze fetali, per cui il feto si protegge tramite un enzima placentare che trasforma il cortisolo materno in cortisone, meno attivo. Infatti, il cortisolo esercita un ruolo pro-apoptotico e di inibizione della crescita, molto sfavorevole allo sviluppo fetale. Lo stress, che induce un'eccessiva produzione di cortisolo, danneggia quindi la crescita fetale.

La gravidanza dovrebbe quindi tornare ad essere un momento di grande sacralità, allontanando non solo lo stress, ma anche cercando di ridurre al minimo possibile i sempre più numerosi interventi di medicalizzazione di questo momento unico nella vita della triade mamma-nascituro-papà. E' il primo momento di dedizione e di educazione, seppur indiretta, del bambino. Egli è in ascolto, percepisce anche se non vede. Occorre pertanto coltivare la serenità e l'Amore, difendendo l'intimità della gravidanza, assicurando al proprio cucciolo cure, attenzione, contatto, dialogo, almeno fino al settimo anno, in cui si compie la prima fase dello sviluppo.

Preservare le gestanti e i bambini dallo stress è il primo anello della catena della prevenzione efficace.
By PAOLO BIANCHINI 21 Sep, 2017

Si sente sempre parlare di "dieta di mantenimento", successiva a una "dieta dimagrante". Francamente, non ne vedo il motivo. Infatti, in questa visione dieta significa "programma per perdere peso", o contro qualsiasi altra patologia, o per correggere eventuali valori "asteriscati" delle analisi del sangue o di altra fonte (ecografie, urine ecc). Invece, "dieta" significa STILE DI VITA, un concetto che investe l'individuo a 360°. Tre sono i pilastri dello stile di vita sano:

  1. ALIMENTAZIONE;
  2. ATTIVITA' FISICA MODERATA E AEROBICA;
  3. BENESSERE PSICO-SOCIALE DELL'INDIVIDUO.
E' invece di assoluta importanza costruire un'alimentazione ed una terapia integrativa  funzionale e su misura per la persona che richiede la consulenza, impiegando strumenti che permettano di caratterizzare e rispettare l'individualità biochimica, psichica e strutturale della persona.
In questa visione dell'intervento dietoterapico non ha nessun senso parlare di "mantenimento". Mantenimento di che? Il nostro stile di vita deve condurci verso la consapevolezza delle nostre azioni, per scegliere un percorso che ci porti benessere e piena salute. Il "mantenimento" non è nient'altro che l'educazione alimentare che il Nutrizionista è riuscito a fare sul Paziente. E' lì che finisce il mio lavoro.
By PAOLO BIANCHINI 12 Sep, 2017
Anche nell'Uomo, così come a tutti i livelli della Natura, dev'essere rispettato l'equilibrio tra i diversi costituenti del sistema. In particolare, la carenza dei minerali traccia può portare a gravi conseguenze per deficit energetici, una carenza di catalizzatori metallici problemi funzionali in un primo tempo e poi strutturali a tutti i livelli, una carenza di elementi plastici determina alterazioni nella struttura corporea.

La tendenza fisiologica è la progressiva perdita di catalizzatori e metalli traccia e l'aumento progressivo dei macroelementi. Più comunemente, invece, si verifica l'accumulo dei minerali traccia anomali simili a quelli fisiologici ma inadeguati alla fisiologia, spesso molto tossici perché diretti concorrenti del metallo fisiologico di cui prendono il posto, alterando così la struttura e la funzione delle molecole (proteine, enzimi ecc.) che lo contengono. Il loro accumulo è indice di problematiche del metabolismo minerale.  Le complesse patologie da carenza dei vari minerali sono sempre conseguenza dell'espressione a livello organico generale del danno molecolare specifico.

Vista la straordinaria importanza dei minerali nell'equilibrio di tutte le funzioni dell'organismo è importante valutare lo stato di nutrizione per ciascun metallo:
- L'analisi dei minerali sulle urine evidenzia ciò che il corpo elimina ed è utile per monitorare le situazioni di accumulo, di aumento della mobilizzazione, di sovraccarico di specifici minerali che siano escreti per via urinaria. Non potranno invece essere individuate le carenze minerali e non potrà essere valutata la situazione minerale globale perché alcuni minerali vengono escreti per via urinaria solo in maniera secondaria. 
- L'analisi dei minerali nel sangue chiarisce il metabolismo, la biodisponibilità attuale dei metalli al momento attuale. Tutto questo è di grande importanza, ma subisce forti influenze dalla dieta, da patologie in atto, dal pH sanguigno, dai livelli proteici.
- L'analisi dei minerali nei capelli rivela la storia metabolica del paziente relativa ad alcuni mesi. I capelli sono infatti sede di deposito dei minerali tossici e sono costruiti quotidianamente con i mattoni disponibili nell'organismo. La loro composizione indica pertanto ciò che l'organismo ha accumulato negli ultimi mesi. Lo stato minerale del capello fornirà indicazioni precise sull'adeguatezza della dieta, sul metabolismo vitaminico, sulla tendenza dell'organismo ad accumulare minerali tossici (un'evenienza apparentemente mai considerata dalla medicina "ufficiale"), sulla propensione a depositare in maniera eccessiva ed anomala minerali peraltro utili. 

Il mineralogramma o AMT (Analisi Minerale Tissutale del capello) si differenzia profondamente dalle comuni analisi del sangue. Le analisi convenzionali non sempre risultano positive in caso di malattia e se lo sono evidenziano una malattia in atto, allo stato iniziale o conclamato,
mai una malattia a divenire. Sono quindi indagini analitiche non preventive ma solo diagnostiche, pur utilissime. Di conseguenza, la terapia convenzionale non segue L'INDIVIDUALITA' BIOCHIMICA-PSICHICA-STRUTTURALE del Paziente, ma solo rigidi protocolli: ciò si traduce nel fatto che le terapie convenzionali non sempre sono efficaci e molto spesso controproducenti (occorre sempre valutare il rapporto rischio/benefici di una cura). L'AMT, invece, si inserisce nell'ambito della Medicina Funzionale che ha un approccio davvero olistico, perché Paziente-mirato. L'AMT non va considerato un test DIAGNOSTICO, ma DI SCREENING: indica la tendenza a tutte le principali patologie, incluse quelle da immunodeficienze, infezioni, osteoporosi, disfunzioni tiroidee e surrenaliche, dell'apparato digerente, riproduttivo, respiratorio, cardiocircolatorio, osteoarticolare, nervoso ecc. Indicazioni precise si ricavano anche circa la personalità ed il comportamento della persona.
Il mineralogramma non è alternativo alle analisi ematiche, ma INTEGRA delle informazioni che altrimenti non sarebbe possibile ricavare. E' infatti un buon indicatore dei processi metabolici intracellulari, mentre le analisi ematiche lo sono prevalentemente in relazione al trasporto dei minerali da e verso le zone extracellulari.

Dal mineralogramma del capello discende quindi un quadro minerale UNICO ED ESCLUSIVO della persona, che permette un'estrema personalizzazione della terapia dietetica ed integrativa. Obiettivo dell'AMT è infatti quello di individuare la costituzione base del soggetto e portarlo quanto più possibile vicino all'idealità, ovvero permettergli di conseguire un REALE STATO DI BENESSERE PER LE SUE PECULIARI CARATTERISTICHE. La terapia integrativa sarà costituita da minerali, vitamine ed estratti erbali da somministrare rispettando le dosi specifiche per ogni individuo e che tengano conto di ogni situazione particolare, in modo da permettere il raggiungimento e il mantenimento del perfetto stato di salute della persona.

Un'ultima precisazione importante. Da più parti si legge, come sul sito della Società Italiana di Allergologia, Asma e Immunologia Clinica che lo inserisce tra le "diverse metodiche costantemente proposte per diagnosticare supposte intolleranze alimentari", di tentativi di screditare tale analisi. Ciò significa non averne compreso lo scopo, non riconoscere L'INDIVIDUALITA' BIOCHIMICA E BIOFISICA di ciascuna persona e negare l'importanza della personalizzazione terapeutica, traguardo a cui chiunque si occupi di Salute deve tendere sempre come obiettivo più alto. Parimenti, chi "vende" il mineralogramma come un test per diagnosticare le intolleranze alimentari commette un grave errore di superficialità ugualmente biasimevole, perché, al di là del fatto di non utilizzare l'AMT per il suo scopo precipuo, si tende a perseguire il profitto a tutti i costi. 

Chiunque sia interessato ad eseguire il mineralogramma del capello può contattarmi in qualsiasi momento.





By PAOLO BIANCHINI 25 Aug, 2017
Le diete iperproteiche che "risvegliano il tuo metabolismo" vengono fortemente pubblicizzate in rete con lo scopo di ottenere dei dimagrimenti lampo che attraggono certamente molte persone desiderose di cambiare il proprio aspetto, specialmente a ridosso o alla fine dell'estate. Sono cose che possono produrre anche danni importanti proprio a quel metabolismo che si propongono di riattivare. La mia posizione al riguardo è di un netto NO, vediamo perché:

1. Portano ad un sovraccarico renale ed epatico e alla produzione dei corpi chetonici che sono tossici.
2. La fase di attacco può indurre/aumentare stipsi ed è attuata con alimenti che aumentano il rischio di malattie cardio-vascolari e tumorali. Sono alimenti acidificanti e pro-ossidanti.
3. La durata della fase "di consolidamento" è assolutamente arbitraria.
4. Sono demonizzati gli amidi (fondamentali per il metabolismo) e ridotta l'assunzione di alimenti ricchi di antiossidanti.
5. Favoriscono la crescita della flora intestinale putrefattiva, pro-infiammatoria. Questo favorisce l'insorgenza di cancro del colon-retto, di patologie metaboliche e autoimmuni.
6. Causano una perdita di peso eccessiva in poco tempo (a volte in pochi giorni o settimane si perde ciò che verrebbe perso nell'arco di qualche mese!) e questo provoca un effetto rimbalzo dannosissimo. Piuttosto è meglio NON fare diete!

In queste diete, infine, si propongono accoppiati degli alimenti "appositamente studiati" in modo da favorire l'apporto aumentato di proteine nella dieta e degli integratori alcalinizzanti, oltre al fatto di dire di non seguire tali diete per oltre due settimane, perchè gli stessi promotori-sostenitori devono riconoscere la pericolosità della chetosi-acidificazione che inducono!

Cosa bisogna invece fare per dimagrire correttamente? E, aggiungerei, per star bene A LUNGO TERMINE?
1. Basare la propria alimentazione su alimenti di origine vegetale. Più l'alimentazione è ricca di alimenti di origine vegetale, maggiori sono i benefici in termini preventivi e terapeutici. Inoltre, è ampiamente dimostrato che la ripartizione percentuale dei nutrienti rispetto alle calorie non è decisiva per perdere peso.
2. Cambiare la flora batterica intestinale, introducendo nell'intestino i microrganismi giusti perchè ci aiutino con le loro molteplici e straordinarie capacità . In particolare, i microrganismi probiotici sono in grado di regolare come e dove si deposita il grasso corporeo.
3. Aumentare la propria attività fisica. Quando sentite dei famosi 30 minuti di camminata veloce, significa che dobbiamo impegnare il cuore in modo che aumenti il metabolismo, soprattutto degli acidi grassi. Infatti, il metabolismo degli acidi grassi è solo ossidativo, pertanto richiede ossigeno e un'attività di tipo aerobico. Un altro consiglio mi sento di dare a questo proposito: scegliete una qualsiasi attività fisica che vi diverta! Perché se vi divertite continuerete a praticarla con piacere e non con costrizione o perché "l'ha detto il dottore"!
4. Si può certamente ricorrere ad integratori fitoterapici, ma occorre sempre il parere di una Specialista in Fitoterapia, perché è sempre bene ricordare che naturale non significa "innocuo" o "sempre opportuno per me", soprattutto in presenza di patologie già diagnosticate.

Per avere la tua dieta personalizzata non esitare a contattarmi in qualsiasi momento.
By PAOLO BIANCHINI 21 Aug, 2017

I DCA sono patologie complesse ed emergenti che rappresentano un vero problema sociale, dato che investono aspetti molto importanti della vita dell'individuo: la propria immagine corporea, il proprio rapporto col cibo e tutto ciò porta inevitabilmente a conseguenze anche drammatiche sul piano familiare e sociale.

Rappresentano il tentativo di usare l'assunzione del cibo ed il controllo del peso per risolvere conflitti emotivi non evidenti o difficoltà che di fatto non hanno nulla a che vedere con il cibo ed il peso. Sono quindi una soluzione esterna e concreta ad una inquietudine interna non altrimenti controllabile.Sono quindi solo la punta dell'iceberg: il cibo viene usato come tentativo di soluzione di problemi legati alle emozioni e alle relazioni.

La pubertà , con tutte le preoccupazioni che il cambiamento del corpo implica è un periodo estremamente delicato. I cambiamenti fisici sono accompagnati da ansia circa il comportamento, il confronto con gli altri e le aspettative sul futuro. Le espressioni d'indipendenza e di affermazione di identità personale sono normali: sono un modo per esercitare un qualche controllo sulla propria vita (che si apre invece all'incertezza) e dare un senso di adeguatezza ed autoefficacia.

Alcuni giovani cercano il controllo esercitandolo su ciò che mangiano: la restrizione alimentare sembra un segno di buon controllo e di espressione di sè. Sembra che non ci sia nessun altro ambito in cui possano esercitare un controllo allo stesso modo. All'inizio possono ricevere dei complimenti sul loro modo sano di mangiare o sul fatto di fare più esercizio fisico del solito. Possono perdere un po' di peso ed accorgersi dei complimenti delle persone sul loro aspetto o della gelosia delle loro amiche. La sensazione di benessere che consegue alla perdita di peso e il senso di controllo che produce inducono a continuare la dieta.

Alla perdita di peso consegue una sensazione di esaltazione che si accompagna, però, alla costante paura di perdere il controllo. E quando ciò accade, arrivano le abbuffate, quindi il senso di colpa. L'unico rimedio al senso di colpa è la restrizione alimentare, creando il circolo vizioso che è alla base dei DCA. Spariscono le mestruazioni e il seno, riconsegnando un corpo infantile, che rifiuta l'arrivo della sessualità. La malattia è quindi un mezzo per restare o ritornare bambini, in una situazione "protetta" sia sul piano fisico sia su quello affettivo, cognitivo e sociale.

I comportamenti anoressici e bulimici possono quindi combinarsi e succedersi gli uni agli altri, rendendo difficile la classificazione di questi disturbi. Ma, in realtà, i DCA sono  disturbi dell'immagine corporea  che necessitano di un intervento in equipe, costituita da psicoterapeuta, nutrizionista, medici di varie specialità. A questo team scientifico è utile aggiungere le arti figurative e marziali, in un percorso di ricostruzione totale del Sè che si è perso. Solo con il lavoro in team coordinato e consapevole si può riuscire a uscire davvero da queste situazioni.

By PAOLO BIANCHINI 19 Aug, 2017
La proposta di legge dell'On. Elvira Savino (FI) ha, secondo me, qualcosa di profondamente illiberale. Proprio loro che si dichiarano "liberisti"! Sono sconcertato. Qui potete trovare i dettagli della proposta:  http://www.studiocataldi.it/articoli/25772-imporre-la-dieta-vegana-ai-figli-diventa-reato.asp

Tale proposta di legge lede un diritto fondamentale dei genitori: quello di trasmettere ai propri figli i propri valori. Questa trasmissione passa anche (e forse soprattutto) con l'alimentazione. Quando mangiamo ci nutriamo anche dell'esempio che ci danno i nostri genitori, delle scoperte che da piccoli abbiamo fatto immergendo le dita nel piatto e nel bicchiere, della spesa che riempie il carrello quotidiano fatta di fronte ai nostri piccoli, del tempo impiegato a spiegare perché è meglio scegliere alimenti colorati naturalmente (il cui effetto sulla salute lo vediamo in figura) e non quelli artificiosamente imbrattati dalle industrie, o spiegando quale sia il ruolo di ogni essere vivente nel delicato equilibrio della biosfera.

Io sono convinto che i genitori abbiano il sacrosanto diritto di trasmettere i propri valori ai loro figli e devono essere messi in condizione di farlo, in maniera assolutamente libera e consapevole. Le Istituzioni scolastiche e centrali dello Stato hanno il  dovere di consentire questa trasmissione valoriale. Analogamente, sono convinto che i genitori debbano rivolgersi a  professionisti titolati  per gestire correttamente l'alimentazione dei primi mesi ed anni dei loro figli, periodo che incide profondamente sulla salute che avranno da adulti.

Questa proposta di legge (ancorché vecchia di 1 anno e ora "magicamente" rispolverata dopo l'approvazione della legge ugualmente liberticida sui vaccini) lede questo diritto fondamentale dei genitori. Sembra che si vada in una direzione precisa: quella di limitare sempre più i diritti delle persone e lo si sta facendo in maniera tutt'altro che velata. Sembra che si voglia censurare ogni forma di pensiero libero, ogni possibilità di cura alternativa a quelle ufficiali, anche se corredate da supporto scientificamente valido. Questo comportamento lo trovo intollerabile e mi troverà sempre pronto ad ogni forma civile di dissenso e contrasto.
By PAOLO BIANCHINI 19 Aug, 2017

Con il termine "dieta" si intende solitamente un programma utile a perdere peso, che comporti notevoli sacrifici, implicando rinunce, frustrazioni dei sensi, persino isolamento sociale, dato lo straordinario ruolo di "collante sociale" che il cibo ricopre. Bisogna riconoscere che questo significato è assai lontano dal significato vero, etimologico della parola dieta. Dieta deriva dal termine greco diaita che significa "stile di vita" e che ingloba in sè tutti gli aspetti della vita di una persona: l'alimentazione certamente, ma anche l'attività fisica, con quale frequenza ed intensità viene svolta, l'abitudine al consumo di tabacco e di alcol, persino il modo di concepire se stessi e di vedersi immersi nella realtà, fatta di incontri, relazioni, scambi è importante. Possiamo quindi affermare che "stare a dieta" significa mettere in equilibrio questi tre fattori: attività fisica, alimentazione e benessere psico-sociale.

Dal punto di vista dell'alimentazione (l'aspetto veramente centrale per l'intero stile di vita che determina e influenza gli altri due), voglio sottolineare quanto il comportamento alimentare sia fondamentale nel raggiungere e mantenere il miglior stato di salute per noi stessi, che non vuol dire solamente assenza di malattia, ma il conseguimento di un equilibrio in noi stessi e per noi stessi inseriti nel nostro ambiente naturale e sociale.

E' ormai noto ed ampiamente accettato che lo stile di vita (cioè la dieta) occidentale sia alla base dello sviluppo di tutte le principali cause di mortalità e morbilità più frequentemente riscontrate: malattie cardio-vascolari (in primis infarto e ictus), tumori, diabete, malattie degenerative ed autoimmuni, dolori cronici, osteoporosi e così via. Emerge quindi in maniera forte la necessità di un percorso adeguato, che integri in sè diverse discipline, per poter risultare concretamente efficace ed efficiente in termini di prevenzione e, poi, di trattamento di un eventuale stato patologico della persona. E' in questi termini di prevenzione che l'alimentazione risulta essere il più semplice, efficace, efficiente, economico strumento per provvedere concretamente alla nostra salute e a quella dei nostri cari.

Più l'alimentazione si arricchisce di elementi colorati, di origine vegetale, maggiore è il suo potere preventivo e, persino, terapeutico. Gli alimenti di origine vegetale, al contrario di quelli di origine animale, ci arricchiscono di sostanze minerali, vitamine, antiossidanti, tutte ad azione protettiva contro tutte le patologie che abbiamo nominato. Se pensiamo al ruolo fondamentale attribuito ai famosi radicali liberi nella genesi del danno tumorale e dell'invecchiamento in generale, ci rendiamo facilmente conto di quanto possa essere l'importanza di avere a disposizione una quantità sempre crescente di questi antiossidanti. Dove li troviamo questi composti anti-invecchiamento? In tutti gli alimenti di origine vegetale, che sono colorati: pensate alle diverse tonalità del verde, del rosso, dell'arancio, del blu, del viola, del marrone, del giallo. L'unico colore che davvero dev'essere assente sulle nostre tavole è il bianco brillante degli alimenti industrialmente raffinati, come farine, zucchero, sale, latte e derivati, ed alimenti che li contengono ingredienti. Prendiamo atto del fatto che il vero nutrimento del corpo umano è di origine vegetale. La piramide alimentare si può (e a volte si deve) fermare ai seguenti gruppi di alimenti: cereali (meglio integrali ed in chicco), legumi, verdure fresche di stagione (fondamentale tornare a considerare la stagionalità degli alimenti!), frutta, frutta secca, semi, erbe e spezie. In questo mix c'è tutto quello di cui il nostro corpo ha bisogno per nascere, crescere con vigore, sostenersi con dignità, avere prestazioni sportive di tutto rispetto, conseguire un benessere psico-fisico a tutto tondo, migliorare la qualità dell'ambiente.

A fronte di una sempre crescente incidenza di tutte le principali cause di mortalità, continuiamo ad accumulare evidenze che pongono le modifiche alla dieta (e l'eventuale assunzione di specifici rimedi naturali) come un approccio insieme economico ed efficace nel ridurre il rischio d'insorgenza di queste patologie. Immaginate quanto tempo ed energia in più avreste a disposizione per i piaceri della vita!

Per avere la tua dieta personalizzata non esitare a contattarmi in qualsiasi momento.


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