Ripensare la dieta


Di solito si intende con “dieta” un programma utile a perdere peso, che comporti notevoli sacrifici, implicando rinunce, frustrazioni dei sensi, persino isolamento sociale, dato lo straordinario ruolo di “collante sociale” che il cibo ricopre. Bisogna riconoscere che questo significato è assai lontano dal significato “vero” (etimologico) della parola dieta. Dieta deriva dal termine greco diata che significa “stile di vita” e che ingloba in sé tutti gli aspetti della vita di una persona: l’alimentazione certamente, ma anche l’attività fisica, con quale frequenza ed intensità viene eventualmente svolta, l’abitudine al consumo di tabacco e di alcol, persino il modo di concepire se stessi e di vedersi immersi nella realtà, fatta di incontri, relazioni, scambi è importante. Possiamo quindi affermare che “stare a dieta” significa mettere in equilibrio questi tre fattori: attività fisica, alimentazione e benessere psico-sociale.



Dal punto di vista dell’alimentazione (l’aspetto veramente centrale per l’intero stile di vita che determina e influenza gli altri due), preme sottolineare che il comportamento alimentare è fondamentale nel raggiungere e mantenere il miglior stato di salute per noi stessi, che non vuol dire solamente “assenza di malattia”, ma il conseguimento di un equilibrio in noi stessi e per noi stessi inseriti nel nostro ambiente naturale e sociale in maniera dinamica.

È ormai noto ed ampiamente accettato che lo stile di vita (cioè la dieta) occidentale sia alla base dello sviluppo di tutte le principali cause di mortalità e morbilità più frequentemente riscontrate: malattie cardio-vascolari (in primis infarto e ictus), tumori, diabete, malattie degenerative ed autoimmuni, dolori cronici, osteoporosi e così via. Emerge quindi prepotentemente la necessità di un percorso adeguato, che integri in sé diverse discipline, per poter risultare concretamente efficace ed efficiente in termini di prevenzione e, poi, di trattamento di un eventuale stato patologico della persona. È in questi termini di prevenzione che l’alimentazione risulta essere il più semplice, efficace, efficiente ed economico strumento per provvedere concretamente alla nostra salute e a quella dei nostri cari.



Concretamente, più l’alimentazione si arricchisce di elementi colorati, di origine vegetale, maggiore è il suo potere preventivo e, persino, terapeutico. Gli alimenti di origine vegetale, al contrario di quelli di origine animale, ci arricchiscono di sostanze minerali, vitamine, antiossidanti, tutte ad azione protettiva contro tutte le patologie che abbiamo nominato. Se pensiamo al ruolo fondamentale attribuito ai famosi “radicali liberi” nella genesi del danno tumorale o cardio-vascolare e nell’invecchiamento in generale, ci rendiamo facilmente conto di quanto possa essere l’importanza di avere a disposizione una quantità sempre crescente di questi antiossidanti. Dove li troviamo questi composti anti-invecchiamento? In tutti gli alimenti di origine vegetale, che sono colorati: pensate alle diverse tonalità del verde, del rosso, dell’arancio, del blu, del viola, del marrone, del giallo. L’unico colore davvero “proibito” è il bianco brillante degli alimenti industrialmente raffinati, come farine, zucchero, sale, latte e derivati, ed alimenti che li contengono ingredienti.



Prendiamo atto del fatto che il vero nutrimento del corpo umano è di origine vegetale. La piramide alimentare si può (e a volte si deve) fermare ai seguenti gruppi di alimenti: cereali (meglio integrali ed in chicco), legumi, verdure fresche di stagione (fondamentale tornare a considerare la stagionalità degli alimenti!), frutta, frutta secca, semi, erbe e spezie. In questo mix c’è tutto quello di cui il nostro corpo ha bisogno per nascere, crescere con vigore, sostenersi con dignità, avere prestazioni sportive di tutto rispetto, conseguire un benessere psico-fisico a tutto tondo, rispettare l’ambiente.



Conquistando una salute davvero potente e duratura, quanto tempo ed energia in più avremmo a disposizione per i piaceri della vita?

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